-PILLOLE di 22-
18- REGGIA DI CASERTA
LO SAPEVATE CHE...?
Le
prime due sovrane della corte borbonica, Maria Amalia Wettin e Maria Carolina d’Asburgo,
ebbero grande parte nella nascita e nello sviluppo del Sito Reale di Terra di
Lavoro: la prima informò ai propri gusti la progettazione della reggia, la
seconda operò scelte artistico-culturali che ne definirono ruoli e specificità.
Maria
Amalia fu molto presente nelle decisioni politiche del Regno e lo fu,
naturalmente, anche in quelle che riguardavano la costruzione del palazzo reale.
Dei suoi voleri, dei suoi desiderata,
ci dà contezza l’architetto Luigi Vanvitelli nel carteggio con il fratello Urbano:
«[…] mi ha detto la Regina che vuole io faccia un disegno per la Città di Caserta e le strade, perché chi averà da fabbricare vi fabbrichi con buona direzzione, né più alto né più basso, ma tutto con ordine».
A Maria Amalia la costruzione della reggia interessava profondamente; quello
che ella chiedeva all’architetto non era un semplice memorandum
ma l’esecuzione di propri desideri, di proprie idee: dava
disposizioni, chiedeva conferme, verificava l’operato.
Certamente anche Carlo seguiva con attenzione e partecipazione l’evolvere della progettazione, ma il suo parere non fu mai determinante; l’ultima parola Maria Amalia la lasciava per sé.
[…]
Nel suo appartamento nel palazzo reale di Caserta, Maria Carolina coniugò i rigori neoclassici e massonici con «un margine – intimo e, in qualche modo, appartato – d’impalpabile frivolezza, una levità ben riscontrabile nel suo appartamento privato della Reggia di Caserta che, svincolata dagli intrighi della corte napoletana, rappresentò forse il luogo privilegiato per abbandonarsi a delicatezze più amene e facete. […] Non furono solo le pitture a vedere la regina Maria Carolina dedita alla realizzazione di palazzo reale. Furono sue l’idea e la volontà di dare vita al Regium Viridarium Casertanum, quel Giardino inglese che fu, e resta, una delle più belle attrattive della reggia. 23 ettari di terreno trasformati in boschetti, praterie, serre per piante esotiche e rare, fontane e ruscelli per alimentare uno scrigno d’acqua, caro a Venere, dalla cura sapiente di John Andrew Graefer, giardiniere britannico. Un giardino “informale” o “di paesaggio”, così come si chiamavano nell’Inghilterra di fine Settecento, seguito, nella progettazione e nella realizzazione, da sir William Hamilton, su indicazioni della sovrana.
[…] A Maria Carolina resta legato il nome della camelia, la cui prima pianta portata in Europa fu piantata proprio nel Giardino inglese.
Certamente anche Carlo seguiva con attenzione e partecipazione l’evolvere della progettazione, ma il suo parere non fu mai determinante; l’ultima parola Maria Amalia la lasciava per sé.
[…]
Nel suo appartamento nel palazzo reale di Caserta, Maria Carolina coniugò i rigori neoclassici e massonici con «un margine – intimo e, in qualche modo, appartato – d’impalpabile frivolezza, una levità ben riscontrabile nel suo appartamento privato della Reggia di Caserta che, svincolata dagli intrighi della corte napoletana, rappresentò forse il luogo privilegiato per abbandonarsi a delicatezze più amene e facete. […] Non furono solo le pitture a vedere la regina Maria Carolina dedita alla realizzazione di palazzo reale. Furono sue l’idea e la volontà di dare vita al Regium Viridarium Casertanum, quel Giardino inglese che fu, e resta, una delle più belle attrattive della reggia. 23 ettari di terreno trasformati in boschetti, praterie, serre per piante esotiche e rare, fontane e ruscelli per alimentare uno scrigno d’acqua, caro a Venere, dalla cura sapiente di John Andrew Graefer, giardiniere britannico. Un giardino “informale” o “di paesaggio”, così come si chiamavano nell’Inghilterra di fine Settecento, seguito, nella progettazione e nella realizzazione, da sir William Hamilton, su indicazioni della sovrana.
[…] A Maria Carolina resta legato il nome della camelia, la cui prima pianta portata in Europa fu piantata proprio nel Giardino inglese.
Nessun commento:
Posta un commento