22 DOUBLE TWO

domenica 26 gennaio 2014

Pillole di 22: Reggia di Caserta


-PILLOLE di 22-
18- REGGIA DI CASERTA

LO SAPEVATE CHE...?

 

Le prime due sovrane della corte borbonica, Maria Amalia Wettin e Maria Carolina d’Asburgo, ebbero grande parte nella nascita e nello sviluppo del Sito Reale di Terra di Lavoro: la prima informò ai propri gusti la progettazione della reggia, la seconda operò scelte artistico-culturali che ne definirono ruoli e specificità.
Maria Amalia fu molto presente nelle decisioni politiche del Regno e lo fu, naturalmente, anche in quelle che riguardavano la costruzione del palazzo reale. Dei suoi voleri, dei suoi desiderata, ci dà contezza l’architetto Luigi Vanvitelli nel carteggio con il fratello Urbano:

«[…] mi ha detto la Regina che vuole io faccia un disegno per la Città di Caserta e le strade, perché chi averà da fabbricare vi fabbrichi con buona direzzione, né più alto né più basso, ma tutto con ordine».

A Maria Amalia la costruzione della reggia interessava profondamente; quello che ella chiedeva all’architetto non era un semplice memorandum ma l’esecuzione di propri desideri, di proprie idee: dava disposizioni, chiedeva conferme, verificava l’operato.
Certamente anche Carlo seguiva con attenzione e partecipazione l’evolvere della progettazione, ma il suo parere non fu mai determinante; l’ultima parola Maria Amalia la lasciava per sé.
[…]
Nel suo appartamento nel palazzo reale di Caserta, Maria Carolina coniugò i rigori neoclassici e massonici con «un margine – intimo e, in qualche modo, appartato – d’impalpabile frivolezza, una levità ben riscontrabile nel suo appartamento privato della Reggia di Caserta che, svincolata dagli intrighi della corte napoletana, rappresentò forse il luogo privilegiato per abbandonarsi a delicatezze più amene e facete. […] Non furono solo le pitture a vedere la regina Maria Carolina dedita alla realizzazione di palazzo reale. Furono sue l’idea e la volontà di dare vita al
Regium Viridarium Casertanum, quel Giardino inglese che fu, e resta, una delle più belle attrattive della reggia. 23 ettari di terreno trasformati in boschetti, praterie, serre per piante esotiche e rare, fontane e ruscelli per alimentare uno scrigno d’acqua, caro a Venere, dalla cura sapiente di John Andrew Graefer, giardiniere britannico. Un giardino “informale” o “di paesaggio”, così come si chiamavano nell’Inghilterra di fine Settecento, seguito, nella progettazione e nella realizzazione, da sir William Hamilton, su indicazioni della sovrana.
[…] A Maria Carolina resta legato il nome della camelia, la cui prima pianta portata in Europa fu piantata proprio nel Giardino inglese.

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