22 DOUBLE TWO

domenica 5 gennaio 2014

Pillole di 22: Palazzo Reale di Portici


 -PILLOLE di 22-
16- PALAZZO REALE DI PORTICI

LO SAPEVATE CHE...?

"[...] Per la costruzione di una residenza extracittadina fu prescelta dal re la costiera vesuviana, nonostante la pericolosa presenza del Vesuvio che si era risvegliato nel 1631 e nel 1737 aveva distrutto l'abitato di Torre del Greco. Il luogo era particolarmente bello e fin dal Cinquecento la nobiltà vi aveva iniziato la costruzione di ville oggi totalmente scomparse.
[...] Fu tuttavia solo dopo la costruzione della nuova reggia che le splendide residenze di villegiatura si moltiplicarono: nelle forti somme impiegate dalla corte e dalle classi ricche per costruzioni edilizie e spese voluttuarie, Paolo Mattia Doria vide una delle cause principali della decadenza economica del regno.

Il luogo scelto da Carlo, a confine fra gli abitanti di Portici e Resina, era parzialmente occupato da precedenti costruzioni che furono successivamente espropriate. Dapprima, e precisamente nel 1738, furono acquistate la villa del conte di Palena e quella del principe di Santobuono, più tardi la villa dei principi di Caramanico e il palazzo Mascabruno oltre a masserie, boschi e terreni coltivati; nel 1742 infine si acquistò anche la villa sul mare di Maurizio Emanuele di Lorena principe d'Elboeuf. [...] Con questi acquisti il re si assicurava una vasta zona di terreno che fu recintata verso il Vesuvio e popolata di selvaggina per soddisfare la sua passione per la caccia, mentre sul mare si costruivano grandi vivai per la pesca.
Come è già noto, le ville di Palena e Santobuono furono in un primo tempo adattate per ospitare la corte, poiché già nell'ottobre del 1738 Carlo si recava a Portici con gran seguito di cortigiani. Tuttavia soltanto in un secondo tempo, come risulta agevolmente dall'analisi dei disegni inediti dell'Archivio di Stato di Napoli,  maturò l'idea di costruire il palazzo

«ex novo». Infatti il 21 giugno 1739 il Medrano, che tra il 1738 e il '40 espletava l'incarico di sovraintendere ai lavori di adattamento alle nuove esigenze dei preesistenti edifici, presentava al sovrano il progetto [...] che, come si può constatare dalla planimetria generale della zona precedente alla costruzione del palazzo, doveva essere edificata in un cortile di servizio presso le scuderie della villa del conte di Palena".

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