-PILLOLE di 22-
13- PALAZZO REALE DI VENAFRO
LO SAPEVATE CHE...?
La Reale Caccia di Torcino e Mastrati è collegata per mezzo di un ampio ponte, fatto costruire da Carlo di Borbone, alla cittadina di Venafro dove la corte risiedeva nel periodo delle cacce, in un palazzo ricavato adattando a residenza reale alcune case acquistate dalla famiglia Coppa.
Scrive il Celano (C. CELANO, Notizie del bello, dello antico e del curioso che contengono le reali ville di Portici, Resina, lo scavamento di Pompejano, etc, Napoli, 1792): “il vasto recinto della caccia, è così ben tenuto, che sembra un delizioso giardino in mezzo ai boschi. Vi sono sparse delle ampie peschiere, ed un bellissimo casino, costruito dal Re Cattolico, unicamente per suo riposo, poicché del rimanente egli abitava sempre a Venafro, quando a questa caccia conducevasi, nel palazzo dei Principi di Venafro”. Lo stesso autore riteneva questa residenza: “non impropria per abitazione sovrana. In quanto, all'ampiezza, sebbene modernata al possibile, con l'aggiunta di altre fabbriche per renderla maestosa, e di quella costruzione atta all'abitazione di un tanto Principe, avendo anco in questa Città stabiliti de' varj Uffiziali alla custodia, e buon governo di quest'ampio bosco”.
Purtroppo allo stato attuale, solo dall'esame delle piante dell'edificio, conservate presso l'archivio di stato di Napoli, ci è consentito di ricostruire l'aspetto dell'antica residenza reale che, suddivisa tra diversi proprietari, per essere adattata alle nuove funzioni, ha subito trasformazioni tali che totalmente alterata appare l'originaria fisionomia.
Soltanto nella zona d'ingresso -una piccola torre ed alcuni vani in stato di pericolosa fatiscenza- sussiste ancora la primitiva veste architettonica settecentesca e la data del 1702, scolpita sul portone a semplice fascia liscia di pietra locale, conferma la preesistenza dell'edificio all'acquisto borbonico.
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